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Martedì 26 Giugno 2018 - Ore 13:24
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Proprio per evitare le doppie imposizioni l’Italia ha stipulato convenzioni con diversi paesi, compresa l’Olanda.

La trovi qui: http://bit.ly/1PiHHkp e ti suggerisco di guardare anche la modulistica sul sito della agenzia delle entrate.

Eccolo: http://bit.ly/1PiHRIB

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Posted on dicembre 17, 2015 at 10:59 am

FANTASTICA SPIEGAZIONE!! Grazie!

Reply
Posted on dicembre 20, 2015 at 10:59 am

Grazie a te Vittoria!

Reply
Posted on dicembre 17, 2015 at 3:01 pm

Buongiorno, Per cortesia, avrei bisogno di un suo parere. Io vivo e lavoro negli Emirati Arabi dal 2003 e sono iscritta all’aire dal momento in cui ho ricevuto il visto di residenza. Ho Sempre passato 10 mesi all’anno negli Emirati , e non ho proprieta’ di nessun genere, ne attivita’ in Italia. Di conseguenza, non ho mai fatto dichiarazioni dei redditi in Italia. Per il fisco, io non sono in Italia, ed infatti sono cancellata dal sistema sanitario e non ho nessuna copertura sanitaria. Possiedo legalmente un conto corrente off shore in Jersey ( regolarmente verificato da HSBC, che mi chiede annualmente di inviare documenti che provino che risiedo veramente negli Emirati; salary certificate, copia del visto e bollette dell’acqua o elettricita’) ed un conto negli Emirati”. Tra un paio di mesi potrei dovere rientrare in Italia in maniera definitiva. A quel punto dovro’ fare rientrare i capitali che ho guadagnato e che sono negli Emirati ed in Jersey. Ho contattato la mia banca in Italia, per chiedere che documenti devo inviare loro per giustificare lo spostamento legale del mio capitale. La banca mi ha detto di rivolgermi ad un commercialista. In sunto non ne hanno idea e se ne lavano le mani. I miei colleghi spagnoli e francesi hanno avuto indicazioni dalle loro banche e procurato piu’ o meno gli stessi documenti che io procuro regolarmente all’HSBC. Il mio conto corrente in Italia e’ un conto normale, che aprii 20 anni fa, non un conto estero ( perche’ sul conto per residenti esteri non si possono avere ne carte di credito ne RID bancari). Saprebbe suggerirmi come muovermi? Grazie e buona giornata.

Reply
Posted on dicembre 20, 2015 at 10:53 am

Buongiorno Elena,

Fermo restando che il consiglio più diretto e valido è quello che può darti il tuo commercialista che conosce nel dettaglio il tuo caso, la gestione di capitali in uscita dagli Emirati è un fenomeno con cui le banche locali hanno molta esperienza.

Dunque, il mio consiglio è quello di farti guidare direttamente dalla banca presso cui hai il conto negli Emirati.

Reply
Posted on dicembre 21, 2015 at 4:18 am

Buongiorno, Vivo a New York da 5 anni, regolarmente iscritto all’Aire da 4. Sono riuscito in questi anni a mettere insieme a mia moglie americana, qualcosa da parte, e vorrei adesso spostare questi soldi sul mio conto italiano per poter comprare un immobile in Italia. Sono tutti risparmi da lavoro, su cui cioè abbiamo pagato le tasse. Posso quindi spostarli tranquillamente sul mio conto italiano? O ci saranno altre imposte? Grazie e buona giornata.

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Servizi, Qualità e Competenza

Associazione Mediterranea Piccole Imprese Sikè > Articoli > TFR: tempi di attesa per il pagamento

Autore: Biagio Pirrone 21/02/2018 Cappotto Thats It Donna Acquista online su GUtsqVXow

Articoli

Vediamo quando deve essere pagato il Tfr, quali sono i tempi di liquidazione, cosa fare e come difendersi in caso mancato pagamento o se il Tfr viene pagato in ritardo

Il trattamento di fine rapporto (Tfr), conosciuto anche come liquidazione o buona uscita , è la somma di denaro che il datore di lavoro deve elargire al suo ex dipendente quando il rapporto di lavoro tra i due, per varie cause o motivi, giunge al termine. Il Tfr , infatti, va erogato qualunque sia la causa della cessazione del rapporto di lavoro e, dunque, deve essere corrisposto sia al raggiungimento della pensione , che nei casi di licenziamento o dimissioni . Ma quali sono effettivamente i tempi di liquidazione del Tfr ? In altri termini: quando deve essere pagato il Tfr? Cosa fare se il Tfr non viene pagato o viene liquidato in ritardo? Come difendersi in questi casi? A tanto risponderemo in questo articolo.

trattamento di fine rapporto liquidazione buona uscita pensione licenziamento dimissioni tempi di liquidazione del Tfr quando deve essere pagato il Tfr?

Tuttavia, è bene precisare sin d’ora che, nella realtà dei fatti, il Tfr dei dipendenti pubblici viene pagato anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro e, comunque, con tempistiche in netto ritardo rispetto a quelle del settore privato. Da tempo, questa ingiustificata disparità è considerata da molti inaccettabile. È scattata, così, in tutta Italia una vera e propria offensiva per presentare ai Tribunali del lavoro una serie di cause al fine di stabilire l’equiparazione dei tempi di pagamento del Tfr tra lavoratori del settore pubblico e lavoratori del settore privato. Sul punto, si consideri che il Tfr è costituito da soldi che i dipendenti accantonano nel corso di tutta una vita lavorativa; dunque, allontanare nel tempo l’erogazione di queste somme cagiona un forte danno ai lavoratori , atteso che con il trascorrere del tempo il denaro accantonato a titolo di Tfr perde progressivamente il valore di proporzionalità alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato a causa dell’erosione del potere d’acquisto della moneta. Per questo motivo sta iniziando una vera e propria battaglia legale che coinvolge migliaia e migliaia di lavoratori. L’obiettivo è quello di contestare i tempi di erogazione del Trattamento di fine rapporto, giudicati penalizzanti per i dipendenti pubblici e di portare all’esame della Corte Costituzionale la problematica delle liquidazioni del Tfr che per moltissimi lavoratori vengono versate anche dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro .

Corriere delle Alpi Gazzetta di Mantova Gazzetta di Modena Gazzetta di Reggio Il mattino di Padova Pantalone Emilio Pucci Donna Acquista online su nLteG
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La Nuova Ferrara La Nuova Venezia La Provincia Pavese La Sentinella del Canavese Gonna Ginocchio Redvalentino Donna Acquista online su z3dwFvqTv
Messaggero Veneto

Cavriago, i carabinieri denunciano cinque uomini che avevano messo in piedi un business da centinaia di migliaia di euro

CAVRIAGO. Effettuavano vendite “fantasma” “di auto di lusso che commercializzavano a prezzi assolutamente convenienti o praticando corposi sconti anche nell’ordine di 10.000euro: una volta ottenuta la caparre per bloccare il mezzo e il saldo per la successiva vendita sono però spariti nel nulla.
Numerose sarebbero le truffe compiute dai “soci” della concessionaria “fantasma” che vendevano a più clienti le poche auto esposte che ovviamente non venivano consegnate. A seguito delle indagini dei carabinieri di Cavriago, svolte in conseguenza alla denuncia anche di un reggiano incappato nella truffa, 5 persone (un 20enne trevigiano, un 44 vicentino, un 23enne trapanese, un 45enne romeno ed un 47enne rovigotto) sono state denunciate per truffa in concorso.
Gli indagati avevano scelto come luogo dove piazzare i loro "richiami per allodole" la provincia di Treviso creando una concessionaria: Bmw, Porsche e Audi, pochi gli automezzi esposti che tuttavia potevano essere toccati con mano nel caso qualcuno sospettasse che si trattasse di proposte di vendita farlocche, come di fatto poi è emerso.
L'aggancio ai potenziali clienti avveniva attraverso noti siti specializzati di compravendita di auto. Ovviamente trattandosi di affari da decine di migliaia di euro, se gli acquirenti volevano toccare con mano bastava raggiungere la concessionaria, dove era possibile concludere l'affare in modo tradizionale.
Ed era proprio qui che scattava la trappola, proponendo una offerta a cui non si poteva dire di no: sconti esorbitanti o prezzi assolutamente stracciati rispetti al reale valore di mercato. Le auto non avevano un solo acquirente: lo stesso mezzo veniva proposto a diversi clienti, ovviamente all'insaputa l'uno dell'altro, ma ognuno contento di aver fatto un affarone.
A questo punto si trattava di attendere la consegna: pronta arrivava la bella notizia in cui si chiedeva anche di saldare il resto dell'acquisto condizione necessaria per poter espletare tutte le pratiche. Le auto arrivavano dalla Germania, ed erano necessari parecchi passaggi per la loro re-immatricolazione.
Parecchi passaggi, ovvero più giorni a disposizione da parte della banda per contattare tutti coloro che erano caduti nel raggiro. In questo modo un cavriaghese è caduto nella trappola: per acquistare un’Audi S3 messa in vendita a 21.900 euro; ha versato prima 1.900 euro, poi, dopo aver visto la macchina in concessionaria ed averla provata, altri 20.000 euro a saldo, in attesa della consegna.
A un certo punto sono incominciati gli immancabili ritardi «dovuti alla burocrazia», per ingannare il tempo, poi gli annunci di consegna concentrati tutti in un medesimo periodo. Quindi l'amara constatazione da parte del malcapitato reggiano che l'auto non c'era più, come del resto anticipo e saldo versati.
La vittima si è dunque rivolta ai carabinieri di Cavriago denunciando l’accaduto. Nel corso delle indagini i militari dell’Arma, oltre a ricostruire il “modus operandi” della banda, hanno identificato i 5 uomini, che, a vario titolo, si sono resi responsabili del raggiro e che, per questo motivo, sono stati denunciati per il reato di concorso in truffa.
Con le stesse modalità gli stessi indagati hanno compiuto, nell’intero territorio nazionale, decine di truffe per un business del malaffare quantificato in svariate centinaia di migliaia di euro.

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